…all’interno di “Tra vissuto e Immaginato” c’è un capitolo dedicato ad un’amore mai capito.
Alla fine del testo, circa una ventina di pagine A4 in cui mi chiedo se amo o no questa donna c’è una conclusione abbastanza drastica: non ti amo!
In effetti l’intero capitolo è cosparso da questo dualismo tra il “Ti amo” e il “non ti amo”.
Ho sempre avuto problemi nel riconoscere i miei sentimenti nei confronti di una persona.
Arrivo ad un punto in cui il mio ragionamente mette in dubbio ciò che vive il mio cuore, quasi a mo’ di difesa. Il mio pensiero razionalizza quello che non si può razionalizzare e lo uccide. Povero Amore. Povero me.
Non sono mai stato fortunato nell’amore. Non voglio fare la vittima, essendo il carnefice di questo mio “amare”…le donne che mi hanno fatto “battere il cuore” non hanno mai, o quasi mai, ricambiato il mio sentimento…ed oggi capisco il motivo. Non ho mai amato, ho cercato di farlo, ho cercato di capire cosa fosse l’amore, cosa significasse “dare” amore…ma non mi sono mai aperto.
Negli ultimi sei mesi, ho sentito spesso l’esigenza di lasciarmi andare…ma sempre poi, ho rivisto e vissuto me stesso come il regista dell’amore altrui. Mai protagonista. E’ come se non volessi amare e contemporaneamente sentissi un desiderio infinito di farlo.
Più di una volta ho pensato che fosse inutile nascondere a se stessi e agli altri i propri sentimenti, più di una volta ho confessato goffamente i miei pensieri, più di una volta ho ucciso dentro me stesso il sentimento.
Da circa un mese vive dentro me una una percezione: non voglio più pretendere nulla dagli altri. Non posso essere amato solo perchè io amo…giusto?
C’è una bella differenza tra amare, innamorarsi ed essere amato, forse sono tre step dell’unica cosa che crea la via verso la felicità: la condivisione di se stessi.
Mi accorgo sempre più che non ho mai cercato di condividere me stesso, quasi con nessuno, e questo non ha mai permesso alle persone di conoscermi, figurarsi di innamorarsi di me. Non ho mai condiviso nulla.
Inconsciamente e anche materialmente capisco ed esprimo l’utilità, la necessità e la bellezza di amare. Scrivo poesie, testi, che alla fine non parlano d’altro.
Certo attraverso diversi punti di vista. Quasi sempre, noto poi, che c’è sempre un velo di incompiutezza, è un’Amore acerbo, che non arriva a nulla, un sogno.
Ma amare è vivere! Non può essere solo un sogno, non può essere solo un’idea.
Come trasformare il sogno in realtà?